Nel regno dell’orso bruno con Outdoor Reporters

Arrivare è sempre un’emozione. Non siamo distanti dal Friuli Venezia Giulia, ci vogliono due ore di strada, ma entrare in questo microcosmo di foreste con alberi secolari, dove risuona il cinguettio di miriadi di uccelli e dove si trova la più alta densità di orsi bruni in libertà d’Europa è sempre un momento carico di pathos. Come di consueto nei tour fotonaturalistici nel regno dell’orso bruno con Outdoor Reporters, anche in questo da cui siamo da poco rientrati, così come in quello di fine aprile e nei tour che organizziamo in luglio (dall’8 al 10) e agosto (dal 5 al 7), siamo un piccolo gruppo di persone. Così, integrarsi tra di noi e in questa natura incredibile è ancora più facile.

In questo caso il viaggio era particolarmente incentrato sulla fotografia e i viaggiatori che accompagnavo avevano tutti già partecipato ai viaggi a caccia di aurore boreali che curo assieme ai piccoli e storici tour operatori specializzati in tour fuori dalle rotte turistiche in Lapponia.

Prima di partire, comunque, invio sempre un vademecum, per chi è interessato alla fotografia, con tutti i dettagli tecnici e pratici più utili, nonché le buone regole da seguire. Ad esempio, non indossare abiti con colori sgargianti e non usare profumi, tutte cose che possono rendere difficile la visione degli orsi, nonché di altri animali che vivono nelle foresta (cervi, caprioli, cinghiali, gufi, allocchi degli Urali, solo per citarne alcuni): non andiamo in un parco zoo, ma in un luogo dove dobbiamo avere il massimo rispetto per l’ecosistema che l’impreziosisce e la più alta cognizione del fatto che, a buon diritto, questi animali hanno estrema paura dell’uomo e ogni elemento di disturbo li porta ad allontanarsi e ad avere paura.

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E di questi animali abbiamo modo di parlare ampiamente, durante il transfer insieme, in luoghi cruciali lungo il percorso, appena arriviamo e iniziamo a vedere impronte e segni del loro passaggio (come le tracce lasciate sui tronchi dagli orsi quando si rifanno le unghie, oppure le orme nel fango).

A discapito di quanto la maggior parte delle persone ritiene, gli orsi sono degli animali tranquilli che hanno un’estrema paura dell’uomo, il quale fattivamente è il loro unico “predatore”. Alcune regole basilari di comportamento sono ampiamente sufficienti per evitare ogni problema con questi animali, che sono pur sempre selvatici e devono essere trattati con il massimo rispetto possibile.

Tutto porta a immergersi nel respiro della natura, anche le piccole e rustiche – ma curate – strutture immerse nel verde dove dormiamo e ceniamo, degustando le specialità del luogo.

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Poi ci sono gli avvistamenti in appositi e sicuri capanni in legno immersi nella foresta (nei quali sostiamo dal pomeriggio fino al tramonto e/o alla luce dell’alba), con il fermento, l’attesa, i suoni del bosco, l’avvicendarsi di vari animali (cervi, cinghiali, picchi, etc), fino al momento topico: l’arrivo degli orsi. Vederli, osservarli muoversi nel loro ambiente naturale, capire le loro gerarchie (quando giungono i più anziani, i giovani, anche se si stavano foraggiando, se ne vanno per lasciare loro il posto) è un’esperienza che non si dimentica, come raccontano le foto e i video miei, dei partecipanti, di tutti i nostri “outdoor reporters”!

C’è sempre l’occasione anche per andare alla ricerca e alla scoperta delle impronte di questi plantigradi, dei lupi e degli altri animali selvatici, fare trekking nel bosco, ammirare antiche tane di orsi, ascoltare i richiami degli animali della foresta, visitare i luoghi di avvistamento e antichi castelli.

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Eppure ogni tour è diverso dagli altri, perché la natura stupisce sempre: siamo noi che entriamo nel suo “mondo” in punta di piedi, pronti a cogliere ciò che in quel momento vuole offrirci. Come è capitato l’1 giugno: durante uno spostamento in auto sulla strada per Masun, abbiamo potuto vedere per caso e fotografare – a distanza di sicurezza – una mamma orsa con i suoi due cuccioli (nella foto sotto). Come descrivere quel momento? Non ci sono davvero parole.

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In più, nei tour ci godiamo le foto e i video degli orsi e di altri animali ripresi con le fototrappole che installiamo nel bosco e di cui spieghiamo il funzionamento; io, come fotoreporter, sono sempre a disposizione per l’assistenza fotografica continua: mi diletto a dare spunti, consigli, dritte e informazioni pratiche, e insieme ai partecipanti inventiamo inquadrature e giochi di luce originali. O traiamo ispirazione da come la natura ama mostrarsi in un dato momento, come quando ci siamo dilettati nella fotografia notturna, nel bosco, con lo spettacolo che offrivano i temporali all’orizzonte.

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Il tour di inizio giugno si è chiuso nella Valle del Rio dei Gamberi (nella foto sopra), luogo in cui torneremo: anche in questo caso, oltre al trekking tra grandi doline e foreste secolari, archi di roccia e laghi, sono stati numerosi gli spunti per fotografare soggetti inediti tra incredibili cavità naturali.

E siamo, saremo… sempre pronti per nuove avventure immersi nella natura!

 

Gabriele Menis

 

 

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INFO UTILI VIAGGI LUGLIO-AGOSTO 2016

 

 

L’associazione Outdoor Reporters è nata dalla grande passione per la natura, gli animali e la fotografia del fotoreporter friulano Gabriele Menis, denominato anche “cacciatore di aurore boreali” per i suoi viaggi nell’Artico, che assieme all’entusiastica collaborazione di altri appassionati ha dato vita a questo nuovo sodalizio. La nuova realtà propone iniziative legate da un’attenzione particolare all’ecosostenibilità e al rispetto dell’ambiente, che spaziano tra outdoor, escursionismo, trekking, avventura, sopravvivenza, ecologia umana, vegetale e animale. Il sodalizio è impegnato nell’organizzazione di escursioni, esplorazioni, workshop, viaggi, corsi teorici e pratici di vario livello, con un occhio di riguardo per l’osservazione e la fotografia di fauna, flora e paesaggi. Organizza inoltre incontri tematici e rassegne riguardanti tutto ciò che è outdoor, natura, tutela e salvaguardia dell’ambiente.

 

(Tutte le immagini sono protette da copyright – Gabriele Menis © 2016)